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Serie A, Milan-Napoli 0-0, a Gattuso e Sarri serve a poco

Al 92' miracolo di Donnarumma su Milik: scudetto sempre più difficile per gli azzurri, rossoneri lontani dalla zona Champions

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Finisce come non serve a nessuno: lo 0-0 di San Siro rischia di spegnere definitivamente le speranze scudetto del Napoli a una settimana dallo scontro diretto con la Juve e non consente al Milan di recuperare terreno per la rimonta Champions. In entrambi i casi due sogni difficilissimi da realizzare: serviva osare, nessuna delle due squadre ha avuto la forza più che la voglia di farlo, ma al 92' gli azzurri la loro grande chance l'hanno avuta, con Donnarumma che ha miracolosamente deviato il tiro ravvicinato di Milik.

Senza Bonucci e Romagnoli, Gattuso non stravolge né sistema di gioco né atteggiamento: il Milan gioca con Musacchio e Zapata centrali difensivi, ma conserva lo spirito degli ultimi 4 mesi, provando a essere aggressivo, finché la benzina regge, e a ripartire in velocità. Nascono così le occasioni del primo tempo, con Kalinic due volte sorpreso di pochissimo dai tocchi leggeri di Albiol a centro area, e Reina che sventa due minacce dal limite dell'area, sia su Bonaventura (a inizio gara) che su Calhanoglu, quando il Napoli aveva già avanzato il baricentro.

Gli azzurri mostrano i limiti recenti, forse accentuati dall'assenza di Mario Rui, che costringe Sarri a dirottare Hysaj sull'altra fascia: la catena di sinistra, allora, non funziona a dovere anche se è sempre Insigne ad accendere la luce: un suo tacco libera Mertens al tiro (para Donnarumma, che nell'occasione batte un record storico toccando quota 100 presenze in A a 19 anni), un suo destro spaventa San Siro.

Nella ripresa il Napoli accelera subito con Hamsik che calcia a lato da buona posizione e dà l'impressione di poter mettere alle corde il Milan. Ma in realtà la fiammata azzurra dura poco e i rossoneri rimettono in equilibrio il match, anche se la stanchezza, col passare dei minuti, li costringe a badare al sodo, riducendo al minimo le ripartenze. I cambi di Sarri (Milik per Mertens, Zielinski per Hamsik) non cambiano la partita: Donnarumma è impegnato solo da un tiro senza grandi pretese di Insigne fino al 92', quando compie una prodezza su Milik.

LE ALTRE DUE GARE

Il Bologna ritrova la vittoria dopo quasi due mesi battendo 2-0 il Verona grazie a una magia di Verdi su punizione e al sigillo finale di Nagy. Dopo una grande occasione sprecata da Dzemaili (miracolo di Nicolas), l'esterno sblocca il risultato al 31' calciando sul secondo palo e sorprendendo il portiere, coperto dagli uomini rossoblù in barriera. Nella ripresa è Palacio a sprecare il raddoppio con un colpo di testa alto da ottima posizione su cross di Poli, mentre l'Hellas nel finale viene punita da Nagy. Pecchia non riesce a trovare la continuità di risultati e resta al penultimo posto. Non scappa, però, il Sassuolo che soffre col Benevento e non va oltre il pari: i sanniti vanno in vantaggio con un delizioso pallonetto di Diabaté, servito da un tacco illuminante di Djuricic. Poi sale in cattedra Politano che sullo 0-0 aveva fallito un'occasione colossale provando il pallonetto e calciando alto: l'esterno pareggia al 41' su assist dalla destra di Babacar, poi firma il sorpasso nella ripresa ancora una volta servito dal centravanti. Sembra fatta, ma ancora Diabaté, al 73', trova il definitivo 2-2 in spaccata anticipando Consigli e segnando la terza doppietta consecutiva.