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Roma, Di Francesco: "Inferiori a Napoli e Juve"

Il tecnico: "L'ambiente qui è particolare, ma chi ha carattere va avanti. Under mi ricorda Montella"

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"Non ho dormito nulla". Vincere, evidentemente, non basta a tenere sereno Eusebio Di Francesco. Il tecnico della Roma sa che il 5-2 al Benevento è solo il primo passo verso la conquista di un posto in Champions, così la notte dopo lo squillante successo l'ha passata comunque insonne.

"Roma è una piazza importante - ha detto a 'Radio anch'io sport' - ma mi succedeva anche quando allenavo il Sassuolo. In questo lavoro devi stare attento a tutto quello che ti succede intorno, non solo al tuo orticello e questo non permette di avere quella spensieratezza di un calciatore.
C'è ancora tanto da fare, ma nonostante il cambio del metodo di lavoro, la squadra ha assimilato presto le mie richieste. Ora, finite le voci di mercato e senza per questo voler cercare giustificazioni, stiamo ritrovando la compattezza di squadra. Quello che ancora manca è la continuità di attenzione durante la gara".

"È vero che ci aspettavamo di avere più punti a questo punto della stagione. Abbiamo lasciato tanti punti per strada per nostre sciocchezze. A partire dalla partita con il Genoa dall'espulsione di De Rossi, alle partite come quella con il Chievo dove abbiamo dominato senza concretizzare. Ma io ho sempre detto che noi siamo dietro a Napoli e Juve per organico e mercato. Noi abbiamo messo dentro tanti giovani interessanti però poco abituati a questa piazza, come Under. Hanno bisogno di tempo per crescere ed adattarsi". 

"Per costruire una squadra ci vuole una progettazione a lungo termine, dando stabilità alla società. Ne è la dimostrazione il Napoli in questo momento, ma anche la stessa Juventus che cambia poco. Mi auguro che si possa dare continuità a tanti giocatori e creare un assetto dove ogni tanto inserirne altri. Under? Per la velocità di esecuzione e il modo in cui prepara il tiro nascondendo le proprie intenzioni fino alla fine mi fa venire in mente Vincenzo Montella".

"Totti è una grande risorsa, magari poco appariscente, ma molto importante. Mi dà i sentori e gli umori dello spogliatoio, che per me non sempre sono facili da cogliere. L'ambiente a Roma è particolare, se lo dicono tutti si vede che qualcosa c'è. Vincere qui non è mai facile. Ma queste avventure chi ha il carattere e la voglia di far bene le accetta e le porta avanti, come sto facendo io".