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Milan, Fassone: "Dalla Uefa richieste impossibili"

L'ad dei rossoneri: "Amarezza e sorpresa per aver letto di un funerale anticipato"

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Dopo l'indiscrezione della Gazzetta dello Sport sulla futura bocciatura da parte della Uefa del Voluntary agreement chiesto dal Milan, il club rossonero ha risposto per bocca dell'ad Marco Fassone: "C'è amarezza e sorpresa per aver letto sui giornali un funerale anticipato, la commissione della Uefa si riunisce domani e dai giornali sembra accertata una decisione negativa nei confronti del Milan. Non fa piacere".
"Ho troppo rispetto per la commissione e la Uefa - continua Fassone - per comprendere come queste indiscrezioni abbiano anticipato di un giorno la decisione. Spero che le decisioni siano eticamente neutre nei confronti del Milan".

"Recentemente - spiega l'amministratore delegato rossonero - la commissione della Uefa ci ha fatto delle richieste oggettivamente impossibili da accontentare, da parte non solo del Milan ma di qualsiasi club. Se non ci dovesse essere questa possibilità nonostante la nostra flessibilità ci sarebbe un tema più grande, che riguarda non solo il Milan ma l'istituto - ha aggiunto Fassone - Bisognerà capire bene quale fosse lo spirito con cui è stato ideato il Voluntary e quali sono i club che lo possono sottoscrivere".

"Ho grandissima stima per presidente della commissione, Yves Leterme, ex primo ministro belga, per auspicare che le decisioni, che saranno prese domani o nei prossimi giorni, siano eticamente neutre nei confronti del Milan", ha aggiunto Fassone prima dell'assemblea della Lega Serie A, aggiungendo che "c'è totale fiducia che ci sia la volontà di analizzare i documenti e che una decisione non sia stata ancora presa".

"Abbiamo una scadenza a ottobre 2018, confido di poterlo fare con sei mesi d'anticipo, entro la primavera 2018: lavoriamo per rispettare questi termini". Così l'ad del Milan ha poi ribadito la tempistica per rifinanziare il debito con il fondo d'investimento Elliott, che ha fornito al club e al suo proprietario cinese, Li Yonghong, un prestito ponte da 303 milioni di euro da rimborsare, appunto, a ottobre del 2018.