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Milan, a maggio si decide il futuro societario: Highbridge 'coprirebbe' 270 mln

Rifinanziamento del debito: non è stato firmato l'accordo con il fondo inglese

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Aprile e maggio saranno i mesi che diranno la verità, tutta la verità, sul futuro della società Milan. Entro la fine della primavera Marco Fassone vuole infatti ottenere il rifinanziamento per ripianare il debito con il fondo Elliott. Ma intanto ricordiamo perchè l'ad milanista non abbia firmato l'accordo con Highbridge alla scadenza della clausola di esclusiva il 6 gennaio. Il fondo inglese aveva fissato in 270 milioni il prestito al club rossonero e non i 400 milioni rischiesti, necessari per chiudere il debito con Elliott di 303 milioni più gli intressi di circa 50 milioni di euro.

Ora due sono le strade per il plenipotenziario milanista che comunque non ha chiuso le porte a Highbridge. O cercare i 130 milioni che mancano presso un altro fondo o reperire da altri fondi l'intera somma. Nel caso non raggiungesse lo scopo, a ottobre Elliott diventerebbe il padrone del Milan ma non è detto che la famiglia Singer proprietaria dell'hedge fund statunitense metta subito sul mercato il Milan: Malcom Singer, figlio del fondatore Paul, potrebbe decidere che il fondo continui a mantenere il pacchetto di maggioranza.

Intanto ieri si e svolta una riunione di routine proprio con i rappresentanti del fondo Elliott per verificare il rispetto degli impegni sottoscritti. Martedi è prevsito un Cda, presente anche l'observer del fondo Elliott Salvatore Cerchione, per un punto sul business plan e sul budget, ma verrà presa forse in esame anche la possibilità di chiedere al presidente Li Yonghong l'ultima tranche dell'aumento di capitale. Per ora con una rigorosa puntualità sono stati versati 49 milioni dei 60 stabiliti. Ne mancano 11 fino ad ora non necessari perché i conti sono stati più che positivi del previsto grazie ad abbonamenti, incassi da stadio e l'arrivo di nuovi sponsor.

Carlo Pellegatti