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Messaggi sospetti, deferiti Parma e Calaiò

La decisione dell Procura federale: gli emiliani rischiano la serie A

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Arriva il deferimento per il Parma sul caso degli sms sospetti prima della gara con lo Spezia. Il Procuratore Federale ha deferito il calciatore del club emiliano, Emanuele Calaiò per la violazione dell'articolo 7 (illecito sportivo) e lo stesso Parma per responsabilità oggettiva "per il comportamento posto in essere dal proprio tesserato".

L’inchiesta della Procura era partita da una segnalazione dei liguri, riguardante due messaggi inviati da Calaiò e Fabio Ceravolo ai colleghi-avversari Filippo De Col e Alberto Masi. Ora si attendono le sanzioni, il club emiliano potrebbe anche rischiare che la promozione in serie A venga cancellata, in tal caso sarebbe promosso il Palermo: il 17 luglio primo grado di giudizio.

Questa la nota integrale della Federazione "la società è stata deferita a titolo di responsabilità oggettiva, ai sensi degli artt. 7, comma 2, e 4, comma 2, del CGS, per il comportamento posto in essere dal proprio tesserato”. Il calciatore in questione è Emanuele Calaiò, che, sempre secondo la FIGC, sarebbe reo di “avere, prima della gara Spezia-Parma del 18 maggio, valevole per il Campionato Professionistico di Serie B 2017/2018, posto in essere atti diretti ad alterare il regolare svolgimento e il risultato finale della gara suddetta, tentando di ottenere un minor impegno agonistico da parte dei calciatori dello Spezia Calcio, Filippo De Col e Claudio Terzi, per assicurare alla propria squadra il risultato favorevole dell’incontro, e, in particolare, inviando a tal fine a Filippo De Col, qualche giorno prima della gara, messaggi a mezzo dell’applicativo di messaggistica WhatsApp".