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Marotta: "Juve, la potenza di fuoco è aumentata"

L'a.d.: "Abbiamo ricavato di più, potremo spendere di più. Ma non arriverà un altro Higuain"

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Le parole su Donnarumma hanno avuto la prevalenza su tutto il resto. Ma Beppe Marotta, a.d. della Juve, ha trattato anche altri temi, di mercato e non solo, nell'intervista rilasciata al Corriere della Sera. Eccone alcuni stralci.

"Vogliamo essere ancora protagonisti cercando l’equilibrio tra attività patrimoniale, finanziaria, economica e i risultati. Abbiamo ricavato di più e possiamo spendere di più: il potere di fuoco è aumentato. Ma non arriverà un altro Higuain, quella è stata una spesa straordinaria. Iniesta non è raggiungibile, Verratti per le caratteristiche tattiche e l’investimento è un profilo che non ci interessa. Per Douglas Costa grazie al Bayern abbiamo contattato i procuratori per la disponibilità del giocatore. Ma i tedeschi devono essere disposti a cederlo e il prezzo deve essere congruo. Keita? Non mi sarei mai avvicinato a un tesserato altrui. Quando ti trovi il contratto in scadenza è normale una certa effervescenza nei giocatori e nei loro rappresentanti".

"Non faremo cessioni eccellenti per nostra volontà, ma ci dobbiamo confrontare con società che possono dare ingaggi più alti. Per Alex Sandro il Chelsea ha fatto un’offerta molto elevata (60 milioni, ndr). Abbiamo detto di no, ma oggi i giocatori sono padroni di se stessi. Neto è sul mercato per soddisfare le sue richieste, per ora non ci sono state offerte del Milan. Mandzukic resta, Marchisio idem"

"Allegri voleva lasciare dopo Cardiff? È stato il pensiero di una notte, tanto che a noi non ha manifestato nulla. Per noi è uno dei più bravi al mondo e ha ancora molto di sé da dare alla causa juventina. Il Real è un fenomeno di risultati e fatturato. Il concetto vero è che oggi sono i più forti. Ma la stagione 2016-17 resta una delle più straordinarie della nostra storia e c’è grande orgoglio per questo. Lite Bonucci-Dybala? Ero lì. Smentisco nel modo più assoluto qualsiasi tensione tra i giocatori nell’intervallo. Dybala ha deluso? Come diceva Mandela: o vinco o imparo. Non perdo mai. E tutti hanno imparato".

"Il modello del mecenatismo è scomparso. E quello degli investitori stranieri è esclusivamente di business. Così il senso di appartenenza può fare davvero la differenza. Tra le big rimaniamo noi e il Napoli ad avercelo. Dopo sei scudetti la sfida deve essere più adrenalinica: più forte è l’avversario più bello è batterlo. Si parte per vincere: è obbligatorio"