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Inter tra giocatori involuti e in fuga: Spalletti un po' più solo

Harakiri difensivi a raffica, cessioni complicate, Perisic "scappato" in Croazia: al tecnico servono rinforzi

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Il bilancio della prima fase di preparazione dlel'Inter, terminato il ritiro di Riscone di Brunico, sembra molto simile alle giornate trascorse in Val Pusteria, con sole e fulmini, caldo torrido e tempeste, tutte a susseguirsi e rincorrersi in continuazione, senza sosta, creando uno stato confusionale in turisti e tifosi, giocatori e dirigenti, e naturalmente all'unico personaggio che si è preso titoli e riflettori del ritiro in Alto Adige, Luciano Spalletti. Il tecnico toscano fin dal primo giorno, nonostante avesse solo pochi titolari, tanti giovani e molte seconde linee, ha iniziato a lavorare come un mulo. Si è messo gli abiti del top player interista, gasando il tifo nerazzurro nonostante l'immobilismo del mercato e la crescente depressione per i botti dei cugini del Milan.

A fine ritiro, però, Lucianone si sente un po' più solo, non certo per l'inutile sconfitta per 2-1 contro il Norimberga, squadra di serie B tedesca molto più in palla di Eder e compagni, dovendo cominciare il campionato già tra dieci giorni: Skriniar e Borja Valero sono due buoni acquisti ma non ti cambiano una squadra che a vedere le ultime uscite somiglia molto a quella di fine stagione, con harakiri difensivi a raffica e tanti punti di domanda di tutti quei giocatori involuti che l'Inter non riesce né a vendere, né a rivitalizzare, come Kondogbia, Joao Mario, Murillo, Nagatomo, senza dimenticare Brozovic, Ranocchia e Biabiany, aspettando il rientro in gruppo di capitan Icardi.

Un capitolo a parte lo merita invece Ivan Perisic, uno dei più forti che Spalletti vorrebbe tenere, ma che se n'è scappato in Croazia col mal di denti e non vede l'ora di andarsene in Inaghilterra. Come ha ricordato il tecnico a fine partita, servono aiuti e rinforzi e mantenere le promesse prematrimoniali: va bene lavorare in silenzio come piace a Sabatini, ma per ricaricare Spalletti e far tornare stabilmente il sole sull'Inter, qualche fuoco pirotecnico bisogna accenderlo. Al più presto.

Marco Barzaghi