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Favola Dessena, torna dopo 11 mesi e segna una doppietta

Il capitano di nuovo tra i titolari dopo l'infortunio: "Sto vivendo un sogno"

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Nelle formazioni della vigilia per la gara con il Palermo non lo aveva inserito quasi nessuno. Si diceva: ma no, c'è stato il lungo infortunio, ha ancora bisogno di tempo, giocherà qualche minuto. E invece Daniele Dessena - tibia e perone fratturati in Brescia-Cagliari il 28 novembre di un anno fa - alla sua prima da titolare dopo lo stop di undici mesi, è resuscitato la notte di Halloween.

Non solo ha giocato un'ora e mezza più recupero, ma ha anche trascinato il Cagliari al ritorno alla vittoria con una doppietta. E lui non è certo un centravanti, ma un centrocampista che pensa anche molto a difendere. Anche se le puntatine in avanti sono state sempre il suo vizietto. Due gol in una partita li aveva realizzati anche ai tempi della Sampdoria, ma questi valgono molto di più. Perchè significano, al di là dell'affetto, della simpatia, delle pacche sulle spalle, che è tornato in campo per essere ancora protagonista. E un vero capitano.

Un'altra bella storia rossoblu dopo quelle di Pisacane e Melchiorri. L'immagine simbolo? Dessena, quando ha segnato il suo primo gol, è andato subito ad abbracciare Gianfranco Ibba, il preparatore atletico. Facile capire perchè: è stata la sua ombra in tutti questi mesi di sofferenza, dal gesso alla gamba al ritorno in campo. "Ha sempre trovato per me le parole giuste", ha detto Dessena commosso a fine gara. Quelle che servono a un giocatore che soffre fuori dal campo. E lui ha ringraziato tutti: presidente, allenatore, tifosi e compagni: "Mi sono stati tutti vicinissimi. Non so quasi spiegarmi tutto quest'affetto da parte di questa terra, non so come ripagarlo".

"Ogni volta Storari mi chiamava dopo le partite - ha raccontato - dicendomi: vinciamo per te". E Dessena ha ricordato anche il 6-0 con il Brescia (il centrocampista si era infortunato proprio al Rigamonti) al Sant'Elia. Praticamente una terza vita rossoblu per il centrocampista di Parma, ma con origini sarde. La prima volta nel 2009, quando era arrivato dalla Samp. Ventinove presenze e tre gol lo avevano riportato alla casa madre. Ma ormai l'amore era sbocciato: nel 2012 seconda volta a Cagliari, diventata nuova patria. Da allora sempre in campo, anche in B. Fermato però a novembre non da un cambio di maglia, ma da un infortunio. Lunghissimo: Rastelli gli aveva concesso a fine campionato una comparsata con la Salernitana. Ma con tutte le raccomandazioni del caso: stai sulla fascia, non farti male. Perchè era solo un premio, un incoraggiamento: non era ancora pronto. Ora sì. Lo dimostrano anche i due gol. "Volevo vincere, ma non mi aspettavo certo di vincere così: è un sogno"