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Cagliari-Juventus, la ricostruzione della decisione su Bernardeschi

Il VAR non ha il diritto di "scavalcare" Calvarese, ma Banti ha suggerito la review?

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Il fallo di mani di Bernardeschi sembra il tipico caso in cui il VAR, per come ci è stato spiegato, entra in azione: "se Calvarese non vede, ci pensa Banti davanti al suo bel monitor, richiama il collega che va a bordo campo, visiona le immagini, prende atto dell'errore e corregge la decisione".

Niente di tutto questo: il mani di Bernardeschi su cross di Padoin resta impunito e il Cagliari non ci sta. Ruota tutto attorno al principio numero 2 del protocollo, quello secondo cui la decisione finale spetta sempre e comunque all'arbitro di campo, soprattutto in un caso come il fallo di mano che si presta a valutazioni soggettive. Nel caso di Cagliari, Calvarese è a pochi metri, senza uomini che ostacolino la visuale e ritiene il tocco non punibile.

Il problema è che, per tutelare la centralità dell'arbitro, si perde di vista il principio più importante, quello del punto 1, secondo cui il VAR deve intervenire a supporto dell'arbitro per correggere decisioni chiaramente sbagliate. In teoria il meno colpevole è proprio Banti, perché il VAR ha potere assoluto nello stabilire, grazie alle immagini, questioni geometriche (fuorigioco o no, palla fuori o no, mani dentro o fuori dall'area) ma di fronte alla punibilità o meno di un mani, valutazione soggettiva, non può sostituirsi all'arbitro.

E non può nemmeno costringerlo alla cosiddetta review, come precisa il prinicipio numero 6 del protocollo: "Soltanto l'arbitro può decidere di rivedere l'azione, il VAR può solo suggerirgli di farlo". La domanda è: Banti ha almeno suggerito la review? Oggi, da indiscrezioni in nostro possesso, emerge che l'arbitro di Livorno avrebbe ritenuto le immagini a sua disposizione non sufficienti per formulare un giudizio di chiaro errore, cosa che lascia molto perplessi.

Simone Malagutti