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"Bonucci all'Inter? Ha fatto anche panchina..."

L'attuale capitano del Milan era nella Primavera nerazzurra: ecco i racconti di allenatore, osservatore e giocatori di quel gruppo

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Oggi Leonardo Bonucci non se la passa troppo bene al Milan e la speranza, per i tifosi rossoneri, è che magari finirà come quando era sull'altra sponda del Naviglio. Già, perché l'attuale leader del Diavolo ha cominciato la sua carriera da professionista all'Inter e, proprio come sta succedendo adesso, quando arrivò (da giovanissimo), erano in tanti a storcere il naso.

"Al tempo avrei detto che sarebbero arrivati in alto Balotelli, Bolzoni, Ribas e Biabiany - ha raccontato Paolo Tornaghi, il portiere della Primavera nerazzurra 2005 alla Gazzetta dello Sport - . Leo all’inizio ha fatto un po’ di panchina a Mei, un '89, però voleva arrivare, era sempre concentrato. È stata la sua arma, non aveva grandi doti atletiche ma ha imparato tanto"

La forza di Bonucci, stando anche alle rivelazioni degli altri componenti di quel gruppo, è stata proprio questa: andare oltre i propri limiti. "Non si è fatto condizionare da chi diceva non sarebbe arrivato", spiega Bolzoni, uno dei più promettenti che poi non ha fatto la carriera che si aspettava. "Leo non aveva rapidità nel breve  - è il commento dell'allenatore di quella squadra, Vincenzo Esposito, ma è stato esigente con se stesso e intelligente: bravo". Secondo Sergio Innocenti, l'osservatore che lo prese dalla Viterbese, qualcuno non voleva confermarlo all'Inter dopo il primo anno: alla fine ha vinto Leo.

E dall'aneddoto di Figliomeni (oggi al Foggia) emerge anche un altro lato di Bonucci: "Io, lui e qualche altro rompevamo le scatole a Balotelli, che usava un cappellino rosa col teschio invece di quello nerazzurro. Noi: 'Mario, hai rotto'. Lui: 'Non importa, pago la multa'. Una volta, era domenica, io e Leo volevamo andare a ballare e Mario insisteva: 'Vengo anch’io'. Ovviamente non poteva, era minorenne. Ho convinto Leo a portarlo e lui, serio: 'Mario, se ci beccano ti ammazzo'...".