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Vettel: "È ora di vincere a Monza con la Ferrari

Raikkonen: "Non ci saranno novità sul mio futuro"

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Dopo la vittoria di Spa, i tifosi della Ferrari si aspettano il bis in casa sul tracciato di Monza: "Non ho pensieri sulla Mercedes, ma soltanto a noi, soprattutto in questo week-end, che voglio godermi. Non so in che stato mentale si trovino loro, hanno dimostrato di essere i migliori negli anni scorsi, ma noi vogliamo combattere per essere là davanti, batterli, essere meglio di loro. Quindi dobbiamo focalizzarci su di noi" ha spiegato Sebastian Vettel in conferenza stampa.

Il tedesco ha risposto sorridendo alla domanda su com'è vincere a Monza: "Dipende con quale colore lo fai. La prima volta è stata travolgente, guidavo una macchina italiana con motore Ferrari e il pubblico era contento. Tre anni dopo ho vinto con colori diversi, ma non erano molto contenti e non capivo. Poi sono salito tre volte sul podio con i colori giusti, ora voglio vincere a Monza in Ferrari".

Vettel difende la scelta del team, criticato da alcuni per non aver ricordato Marchionne dopo il successo in Belgio: "Non credo sia giusto dire così, probabilmente non è successo nei commenti alla stampa ma siamo ben consapevoli di quanto fosse importante per tutto il gruppo. Conoscendolo, so che lui era un grande sostenitore della Ferrari e che era interessato guardare sempre avanti. A un certo punto bisogna lasciare le cose ferme e guardare avanti, probabilmente avrebbe voluto che fosse così e così stato fatto, in segno di rispetto. In questo momento era inutile andare a scavare troppo su queste cose".

Kimi Raikkonen, invece, non si preoccupa del suo futuro (in scadenza di contratto con la Rossa): "A un certo punto si saprà, questo è certo, ma non penso che ci si possano attendere novità qua a Monza. Mi piace gareggiare, altrimenti non sarei qui oggi. Il resto non mi piace tanto ma fa parte del lavoro. Non penso di guidare diversamente da dieci anni fa, anzi penso di farlo piuttosto bene e non sarei qua se non penserei di poterci provare. Magari un giorno mi sveglio e non so pù andare veloce, ma non credo ci sia un tempo specifico, è una questione di sensazione più che di tempistica".