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MotoGP, Crutchlow lancia l'allarme doping

L'inglese della Honda: "Sono certo che qualcuno assuma sostanze vietate e diuretici"

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L'ombra del doping sulla MotoGP e a lanciare l'allarme è uno dei protagonisti del Motomondiale. "Quando si parla di doping, il primo sport al quale si pensa in modo istantaneo è il ciclismo, ma sempre più spesso, purtroppo, sono molti gli sport coinvolti. Chi pensa che qui non ci sia chi usa sostanze, che prenda scorciatoie, è un illuso", sono le parole shock di Cal Crutchlow. Il pilota inglese della Honda, intervistato da Crash.net, non usa mezzi termini ("Sono certo che qualcuno assuma sostanze vietate e diuretici per perdere peso senza sacrifici. E che vengano utilizzate anche siringhe") e sottolinea la necessità di fare più test: "Perché non fare più controlli? Dimostriamo di non avere niente da nascondere - è l'appello di Crutchlow ai colleghi - sottoponiamoci a dei test severi, basta con quella m... di oggi".

Poi entra nello specifico: “Penso che chiunque debba sottoporsi ai test, ognuno dovrebbe loggarsi ed aggiornare sulla propria reperibilità nel sistema ADAMS. E sapete qual è il problema? È che sono tutti dei pigri e non vogliono la scocciatura di loggarsi. In realtà basterebbe loggarsi una volta al mese e dichiarare dove ci si troverà ogni giorno. Dopo, se per caso fai qualche cambiamento al tuo itinerario, basta loggarti di nuovo e modificarlo. E per favore, non ditemi che non hanno assistenti, manager o medici che possono farlo”. Quale tipo di doping sarebbe dunque presente nel Motomondiale? “Non dico che una droga pesante aiuterebbe. La MotoGP non è uno sport che premia particolarmente la superperformance atletica. C’è un tipo che corre qui che quando esce fuma e beve, ma riesce lo stesso ad essere competitivo perché ha un talento naturale per correre in moto. Stiamo parlando di reidratazione, contenimento del peso. Qui non sono ammesse scorciatoie e so per certo che c’è chi ne fa uso. C’è chi prende diuretici perché non vuole passare ore ad allenarsi”.