Premium Sport

Morte Senna, Newey: "Mi sento in parte responsabile"

Il tecnico della Williams su cui morì il brasiliano: "Ma non ho nessuna colpa"

  • TTT
  • Condividi

Il primo maggio del 1994 moriva Ayrton Senna: il brasiliano perse il controllo della sua Williams e si andò a schiantare contro i guardrail della pista di Imola lasciando un vuoto incolmabile in Formula 1. Adrian Newey era il progettista di quella vettura e dopo il processo fu assolto ma ancora oggi prova rimorso: "Sento sempre un certo grado di responsabilità per la sua morte ma non mi sento colpevole" scrive nella sua autobiografia "Come costruire una vettura".

"Indipendentemente dalla rottura dello sterzo, non posso evitare di dire che quel pezzo non andava montato sulla vettura. Sono stato uno degli ingegneri più importanti della squadra che disegnò l'auto che ha ucciso un grande uomo" scrive ancora Newey, oggi dt della Red Bull. "La colpa più grande che sento è quella di aver rovinato l'aerodinamica della vettura, era difficile da guidare e Ayrton cercò di fare cose che quella Williams non poteva fare".

Senna, infatti, prima della gara chiese di modificare il piantone per migliorare la visibilità ma l'imperfetta saldatura non gli consentì di fare le curve alla perfezione. Questo, insieme alle condizioni non perfette del manto stradale, gli fece perdere il controllo fino allo schianto fatale con la sospensione che ruppe il casco fino a colpire mortalmente la testa.