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F1, Hamilton: "Hanno puntato la pistola sulla testa ai miei uomini"

Il pilota britannico: "È stato uno shock, qui in Brasile accade ogni anno, bisogna fare di più"

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La passerella da campione del mondo è stata già parzialmente rovinata. Lewis Hamilton non ricorderà con piacere il viaggio in Brasile e - stando a quanto rivela pubblicamente - è una triste abitudine che si ripete tutte le stagioni. Il pilota britannico si è sfogato su Twitter spiegando cos'è accaduto a Interlagos, nel quartiere di San Paolo che ospita il penultimo GP di Formula 1.
 


"Ad alcuni uomini della mia squadra - scrive Hamilton - è stata puntata la pistola contro ieri sera, quando erano andati via dal circuito qui in Brasile. Sono stati sparati dei colpi e hanno puntato la pistola sulla testa. È sconvolgente: dire una preghiera ai miei ragazzi che sono qui perché sono dei professionisti, per quanto scioccati. È una cosa che succede ogni anno qui. La Formula 1 e le squadre devono fare di più, non ci sono scuse!".

Successivamente il presidente onorario del Team Mercedes, l'ex ferrarista Niki Lauda, ha raccontato dai microfoni di Tv Globo, quanto era accaduto. "Io l'ho saputo questa mattina, alcuni membri della nostra squadra sono stati rapinati. Cinque o sei persone sono uscite da un'auto vicino alla nostra, erano armati e hanno puntato una di queste armi alla testa di un nostro meccanico. È successo questo, è rimasta coinvolta solo una delle vetture del team, ma siamo tutti turbati. Ora faremo tutti molta più attenzione, specie quando fa buio, ma onestamente è una situazione poco tollerabile. Abbiamo chiesto agli organizzatori di fare in modo di assicurare maggiore sicurezza a tutti coloro che escono dal circuito dopo aver lavorato".