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Russia 2018, Italia protagonista grazie alla Var

La tecnologia sarà presente ai prossimi Mondiali, la Fifa cerca sponsor per i momenti di review

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Rocchi fischia un calcio di rigore, ma viene richiamato dal Var: 'on field review', un attimo di concentrazione, poi il gesto che ormai ci è familiare e la corsa verso l'area di rigore per dire che il penalty è cancellato. Scene da Inter-Lazio che durano 1' e 40".

1 minuto e 40 secondi di patos allo stadio e davanti alla tv, e così la Fifa pensa di vendere spazi pubblicitari all'interno delle pause dovute all'intervento del Var nelle partite di Russia 2018, e di associare alle review la marca di uno sponsor (tipo 'Var-sonno profondo', marca di materassi di pura fantasia).

Ci può stare, a patto che non si invitino gli arbitri a rallentare il processo decisionale per dilatare gli spazi a disposizione e fare cassa. Non sarebbe del resto nello spirito di Gianni Infantino, che fin dal primo giorno della sua presidenza si è battuto per la rivoluzione tecnologica in nome di un calcio più giusto. Una frenata a ridosso del Mondiale era impensabile e infatti non ci sarà.

In Russia gli arbitri avranno l'aiuto della tecnologia, l’annuncio è arrivato dal capo dell'ufficio commerciale della Fifa Philippe le Floc'h, in anticipo sulla riunione dell’International Board che il prossimo 2 marzo dovrà dare il via libera definitivo. Significa che in un Mondiale senza Azzurri ci sarà comunque un bel po' di Italia, perché la Fifa ha giudicato l'esperimento Var nel nostro campionato in maniera tanto positiva da chiedere all'Aia 3 arbitri esperti di valutazioni davanti al monitor da mandare in Russia. Il designatore Rizzoli li ha già individuati: saranno Orsato, Valeri e Irrati, più Rocchi che andrà ai Mondiali come arbitro centrale.

La Fifa studia anche un'altra novità. Non più furgoni o salette Var in ogni stadio, ma un’unica centrale operativa, ipotizziamo a Mosca, da cui chi sta davanti al monitor può comunicare con l'arbitro in campo, poniamo a San Pietroburgo (come succede in Bundesliga). Un modo per ottimizzare i costi evitando gli spostamenti imposti da un paese vastissimo come la Russia. Per ora è un'idea, mentre il Var no, è una certezza e farà passare alla storia Russia 2018 come il primo Mondiale con la tecnologia a supporto degli arbitri.

Simone Malagutti