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Inter, Icardi: "Qui ho fatto la storia. Mondiale? Aspetto e spero".

Maurito e le chance di giocare in Russia con la nazionale argentina: "Andrà chi sta meglio"

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Per Mauro Icardi non è affatto un'ossessione. "Aspetto e spero". Forse a vuoto, ma con fiducia. Il Mondiale, quasi certamente, non vedrà come protagonista l'attaccante dell'Inter che è stato convocato un paio di volte da Jorge Sampaoli, ma di recente, nonostante i tanti gol in campionato, è finito di nuovo fuori dai radar del c.t. dell'Argentina.

"Non attendo la lista dei convocati con la pressione addosso o nervosamente, sono uno che preferisce aspettare - ha spiegato Icardi a Olé - sono convinto che al Mondiale andranno quelli che stanno meglio. Ho 25 anni, sono il capitano dell'Inter da tre anni, con i miei gol sono entrato nella storia del club nerazzurro. Sogno ovviamente di giocare la Coppa del Mondo, se non adesso quella della prossima edizione. Intanto sono felicissimo di aver dato il mio contributo alla qualificazione".

"Penso che in nazionale ci sia sempre una seconda possibilità. Aguero e Higuain sono i più anziani, li conosco, li stimo. Meritano di essere in nazionale, se saranno scelti loro dobbiamo sostenerli e fidarci di loro. Sampaoli sa che è un ruolo dove c'è una grande responsabilità e in campo il nostro ruolo è decisivo. Spero che Aguero si riprenda presto dall'infortunio, Higuain è un attaccante di livello mondiale e merita la nazionale".

"Dentro o fuori la lista dei convocati, mi sentirò sempre parte del gruppo. So di avere l'affetto degli argentini. Ho un ottimo rapporto con tutti e non mi sono mai fatto condizionare dalle chiacchiere. A volte però si generano cose inesistenti. Con Messi ho un rapporto normale e sia io che lui abbiamo lo stesso sogno. Penso che se facciamo le cose per bene ci potremmo divertire e non possiamo temere nessuna squadra. Senza dimenticare che abbiamo il migliore giocatore del mondo".

"Sono felice di essere entrato nella storia di un grande club come l'Inter. Un orgoglio e qualcosa che non avrei mai immaginato. Non è facile raggiungere questi numeri in Italia, ma ringrazio tutti i miei compagni che lo hanno reso possibile. Sono orgoglioso e felice di indossare la fascia di capitano che considero un premio per il lavoro e l'impegno che ci metto. Sono sempre molto ottimista e sono sicuro che presto l'Inter sarà dove merita di essere, prima le cose non sono andate come previsto. Quando ero bambino giocavo sempre con l'Inter e questo è il motivo per cui ho sentito il bisogno di continuare a giocare un po' più qui. Il futuro non possiamo indovinarlo. Adesso penso al presente e a dare il meglio di me stesso. Il futuro oggi non lo conosco. Il mio regalo adesso è qui, a Milano, dove abbiamo la nostra casa, gli amici e la nostra vita".