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Inter-Juve, duello per Di Maria il giramondo

Ha già cambiato 4 squadre e 4 paesi in Europa: è fedele soprattutto al suo sinistro magico

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Lui è quello che gioca sempre con il cuore, ma che in fondo, sembra non affezionarsi mai. È quello che quando segna son baci e abbracci, che fa innamorare i tifosi, ma che alla fine non ha paura a cambiare maglia e spargere questo amore un po’ ovunque. Perché Angel Di Maria è così: fedele, sì, ma soprattutto al suo sinistro. Che per gli avversari, è sempre una punizione. In allenamento, lo dimostra praticamente ad occhi chiusi: 1,2, 3, 4 calci piazzati così, en passant, manco fosse un rigore a porta vuota. Normale, allora, che in partita, poi, vada a finire come col Barcellona.

"Sono cresciuto tantissimo dalla mia prima stagione al Benfica - ha detto Di Maria in una recente intervista -. Oggi sono migliorato ulteriormente, grazie a Dio. Anche perché ho avuto la possibilità di giocare con giocatori straordinari. E questo mi ha dato la possibilità di diventare sempre più forte. Sono felice, per quello che sono riuscito a fare nelle varie squadre in cui ho giocato. Ho fatto cose importanti, e son cresciuto giorno dopo giorno".

Il Fideo è pronto a cambiare ancora. Al Benfica, dieci anni fa, era arrivato appena 19enne. Il Real Madrid l’ha consacrato. E lui, l'ha ripagato con l’azione del match point nella finale di Champions con l’Atletico. Decima in cassaforte, e adios, destinazione Manchester United. Un anno in Premier, prima del trasferimento a Parigi. Oggi, se lo contendono Inter e Juventus. I nerazzurri, per rilanciare anche la propria immagine di top club internazionale, i bianconeri per continuare a dominare. Khedira, Higuain e Dybala non vedono l’ora di riabbracciarlo. Perché quando c'è lui, va così. È Angel Di Maria: il fenomeno col sorriso che nasce dal cuore.

Fabio Manfreda