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Borja, Bonucci, Dani Alves: ingrati e nostalgici del calciomercato

Sessione estiva già piena di 'casi': dal "Forza Lazio" di Biglia ai fischi per Conti...

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I giocatori vanno, le squadre restano... È la formula magica a cui ricorrono i tifosi traditi per non rimanerci troppo male. Poi ci sono i nuovi tifosi di Biglia, che gli chiedono un saluto, una frase, un forza Milan e si sentono rispondere… “Forza Lazio”. Non si capisce se l'argentino l'abbia detto per un malinteso o perché infastidito dall'insistenza del tifoso; di sicuro però lo ha detto perché dopo 4 anni a Roma ha il biancoceleste nel cuore. Riconoscente!

Viene da Roma, sponda giallorossa, anche Rudiger. Che si presenta al Chelsea dicendo: “Cara Roma, qui è un altro livello”. Non ha fatto altro che dire la verità, oggi i due club sono difficilmente paragonabili, ma nel calcio spesso la verità fa male ed è meglio non dirla. Finisce tra gli ingrati, ma viva la sincerità.

Il girone degli ingrati è comandato comunque da Dani Alves. La Juve a 33 anni gli ha dato la possibilità di inseguire un'altra Champions, lui è stato protagonista, ma dopo la disfatta di Cardiff, approdato al Psg, ha salutato così: “La grande differenza che noto tra Juve e Psg riguarda le ambizioni e soprattutto l’organizzazione”. Ingrato al quadrato!

C'è poi Bonucci, che senza girarci intorno non sopportava più Allegri e viceversa. Ma alla Juve è diventato grande e vincente, ed ecco allora che il difensore compra una pagina della Gazzetta dello Sport, immaginiamo costosa, per ringraziare tutti. Tutti tranne l'allenatore... Insomma, riconoscente, ma con chi vuole lui.

A Bergamo quasi nessuno vuole più sentir parlare di Andrea Conti, che attraverso il suo agente aveva fatto sapere: o Milan, o non mi presento in ritiro con l'Atalanta. È stato accontentato, ma anche bacchettato dalla ex bandiera nerazzurra Giampaolo Bellini, che a Bergamo è rimasto per tutta la vita. Si pronosticano fischi sonori in Atalanta-Milan, intanto l'etichetta i tifosi gliel'hanno già appiccicata: ingrato!

Borja Valero, dopo 5 anni in maglia viola, nel giorno della sua presentazione all'Inter ha parlato di situazione ormai insostenibile a Firenze. Il legame con la squadra e la città però rimane, e prima di andarsene lo spagnolo Firenze se l’è fatta tatuare sulla pelle sotto forma di coordinate geografiche. Davvero riconoscente, ma se n'è andato lo stesso.

Simone Malagutti