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Psg, Thiago Motta si ritira: "Allenerò l'Under 19"

Il centrocampista ripercorre la carriera dal Barcellona all'Inter ai parigini

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A quasi 36 anni, li compirà ad agosto, Thiago Motta decide di lasciare il calcio: "Grazie al presidente Al-Khelaifi inizierò ad allenare l'Under 19 del Psg - le parole alla Gazzetta dello Sport - ma un giorno mi piacerebbe allenare Neymar lavorando con il mio staff". È l'occasione per ripercorrere le tappe della carriera del centrocampista italo-brasiliano: "A 16 anni mi trasferisco al Barcellona, in allenamento era una guerra: solo quando Puyol mi suggerì di entrare duro, come facevano i compagni, iniziarono a rispettarmi. E fu così anche con Messi, la prima volta gli entrai durissimo e suo padre venne a dirmi che avevo esagerato".

Rimase in blaugrana fino al 2007 anche se quattro anni prima "mi cercò il Milan di Ancelotti, in cambio di José Mari. Galliani mi offrì un triennale da 1,5 milioni", l'avventura all'Atletico Madrid ("mi aveva cercato pure la Roma") finì male per l'infortunio - il terzo della carriera - al ginocchio. Ma in suo soccorso ecco il Genoa: "Preziosi mi fece fare due visite mediche, ci litigai ma firmai il contratto in spogliatoio durante un Genoa-Milan. Anche con Gasperini non fu facile, dopo 3 ore di esercizi temevo per il ginocchio e pensai di lasciare già al primo allenamento. Ma la realtà è che mi fece innamorare nuovamente del calcio".

Poi, l'Inter: "C'era ancora la Roma, che offriva di più, ma Preziosi disse di avermi ceduto ai nerazzurri con Milito. Mourinho mi chiamò per chiedermi se ero pronto alla guerra, un gran motivatore. A gennaio capì di poter vincere la Champions League: Mou rimproverò Eto'o davanti a tutti di non fare abbastanza, la sua risposta fu di mettersi a fare il terzino". L'addio da Milano fu colpa di una sola persona, a sentire Motta: "Branca non mi voleva, diceva a tutti che il problema dell'Inter ero io".