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Nizza, Balo si confessa: "Quando tutto va bene è un problema..."

L'attaccante rossonero: "Mi conosco, ho bisogno di parlare dei miei errori"

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In attesa di guidare questa sera il Nizza nel derby contro il Marsiglia (diretta tv esclusiva su Premium Sport 2 HD alle 21), Mario Balotelli ha rilasciato un'interessante intervista al magazine del club rossonero. Si comincia con le motivazioni che lo hanno spinto a restare in Costa Azzurra:  "Sono rimasto perché sto bene qui, semplicemente. Sto bene con i miei compagni di squadra, con i tifosi, con il mister. Quando sono arrivato la prima volta non ho mai pensato di sentirmi così. Sono sorpreso, ma sono contento. E poi il progetto è bello. Quest’estate c’era l’obiettivo Champions League nella testa di tutti. Vogliamo andare in Champions oppure in Europa League".

Nella decisione ha pesato molto la volontà del tecnico Favre: "Quest’estate, il presidente mi ha detto che ha spinto perché io rimanessi. Voleva che stessi qui. E sono sicuro che mi aiuterà a giocare veramente come vuole lui. Lo ha fatto anche lo scorso anno".

Proprio a Favre arriva poi un consiglio: "Se fossi l'allenatore di Balotelli? Cercherei di limitare i complimenti nei miei confronti. E, al contrario, cercherei di rompere un po’ il ca..., perché mi conosco: quando tutto va bene è un problema. Quando qualcuno invece mi scoccia un po’ io poi mi arrabbio e faccio di più. Ho più bisogno di parlare dei miei errori che di quello che faccio bene. Perché impari dai tuoi errori".

Spazio infine a un'analisi della propria condizione fisica della punta, dopo i problemi di inizio stagione, sembra migliore: "Sto facendo progressi. Oggi sto cercando di trovare questa continuità che ho sempre voluto e che ho spesso perso durante gli ultimi due anni. Si può essere continui sono solo quando ci si allena bene fisicamente. La preparazione ha svolto un ruolo importante anche perché ho lavorato con il gruppo fin dall’inizio". 

Dopo le parole non resta dunque che dare il meglio sul rettangolo verde: "Ho giocato il derby di Manchester, quello di Milano a San Siro,  che è per me è il derby più bello,  quello di Liverpool. Non sto dicendo che sono partite come le altre, perché sono sempre belle partite. Ma non do molta attenzione a questo, voglio solo giocare. È normale che gli appassionati prendano la partita in modo diverso, ed è anche una buona cosa. Ma noi, in campo, dobbiamo dire che è una partita come qualsiasi altra".