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Mondiali 2018, -5 giorni: "Insalata Russia" con Manuel Lanzini

L'ala out per un infortunio al ginocchio: l'Argentina perde un giocatore di grande personalità

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Mancano 5 giorni al Mondiale di Russia 2018. Ogni volta, sempre la stessa storia: “Che palle, la prossima coppa del mondo sarà tra quattro anni”. Eccoci, neanche il tempo dirlo. Meno di due mesi. Siccome è da quando collezionavo le figurine di Valderrama (nel senso solo quelle di Valderrama, perchè volevo vedere quel testone ovunque) che volevo esserne parte attiva, e stavolta ci sarò, giorno e notte per regalarvi il mese del più bello della nostra vita, ho pensato di rompervi le scatole in anticipo.

Su PremiumSportHD.it, una al giorno, storie mondiali, quelle più banali, più incredibili, quelli che andranno, che lo vedranno al ciringuito di Formentera, quelli che vorrei, quelli che vorrei ma non (c’è) posto, nei 23. 2018, caratteri a storia. Non uno di più.

"Non voglio morire qui / dopo il tempo che ho aspettato / non voglio morire qui / anzi ho appena cominciato". Stavolta la colonna sonora di una delle ultime, fresche, insalatine mondiali parte con lo scatto di Ghemon, risuona nell’aria e rimbomba nel ritiro dell’Argentina. Immedesimatevi. Cosa renderebbe drammatico il vostro futuro lavorativo? Quale infortunio? Inciampo? Quale sgambetto spezzerebbe quasi per sempre il salto verso l’infinito della vostra carriera?

A volte non c’è nemmeno risposta a questa domanda per noi segnati da un destino fatale. Per un calciatore la risposta è banale come una pizza margherita: le ginocchia. Testa o croce. Sane o distrutte. Riflettere nel nostro quotidiano la rottura del legamento crociato di un ginocchio per un calciatore a cinque giorni dall’inizio di un mondiale è più complicato che cercare vita su Uranio.

Tra i 736 giocatori convocati per la coppa del mondo, la sfiga (non) bendata ha pizzicato il ginocchio destro di Manuel Lanzini. Di fronte allo scintillio del reparto avanzato di Sampaoli, la convocazione di "Manu" è passata sotto traccia. Ah già, c’è anche Lanzini: 102 presenze, 20 gol e 16 assist negli ultimi tre anni al West Ham. Sampaoli dovrà fare a meno di uno dei volantes più creativi dalla metà campo in su: l’Argentina perde una chiave per aprire i cancelli avversari. 

"Tengo il River Plate, non voglio discutere, non voglio giocare nel Boca Juniors". Non sarà facile nello spogliatoio albiceleste trovare una controfigura di personalità: quella di uno che a nove anni viene scelto dagli xeneizes per conto del maestro Ramon Maddoni (lo scopritore di Tevez, Riquelme e Cambiasso) ma rifiuta perché il suo cuore pompa sangue millionarios nelle vene. Testa alta, dribbling e zero paura: togliere Lanzini a Sampaoli è come togliere la carne macinata ad un sugo al ragù. Il cambio di passo. Dettagli che fanno la differenza. Aveva appena cominciato, Manuel. E dopo tutto il tempo che ha aspettato, morire qui, a cinque giorni dal mondiale, è un uppercut di Tyson in mezzo al naso.

Franco Piantanida