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Mondiali 2018, -44 giorni: "Insalata Russia" con Essam El-Hadary

Il gol-beffa dell'ex Inter Yahia e la promessa al padre: in Russia a 45 anni

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Mancano 44 giorni al Mondiale di Russia 2018. Ogni volta, sempre la stessa storia: “Che palle, la prossima coppa del mondo sarà tra quattro anni”. Eccoci, neanche il tempo dirlo. Meno di due mesi. Siccome è da quando collezionavo le figurine di Valderrama (nel senso solo quelle di Valderrama, perchè volevo vedere quel testone ovunque) che volevo esserne parte attiva, e stavolta ci sarò, giorno e notte per regalarvi il mese del più bello della nostra vita, ho pensato di rompervi le scatole in anticipo.

Su PremiumSportHD.it, una al giorno, storie mondiali, quelle più banali, più incredibili, quelli che andranno, che lo vedranno al ciringuito di Formentera, quelli che vorrei, quelli che vorrei ma non (c’è) posto, nei 23. 2018, caratteri a storia. Non uno di più. E visto che ne ho già usati più di 600, apriamo le danze.

Qual è la prima cosa che vi viene in mente associando Bobo Vieri e l’Egitto? No, la stele di Rosetta no, ok. Sharm el-Sheikh, scontato ma bravi. Andiamo con calma. 2000, La Pinetina. Antar Yahia, 17enne algerino, è uno degli “enne” ragazzotti passati per un settore giovanile italiano, la cui figurina resterà sull’album di Federica Sciarelli.

Chi l’ha visto? Un anno in primavera, giusto il tempo di sbirciare oltre la siepe i miliardi di qualità di Bobo e Ronaldo. Che Antar abbia imparato più in quei mesi che in oltre dieci anni di carriera a zonzo per Francia e Germania lo si intuisce il 18 novembre 2009. Omdurman, Sudan, spareggio per andare al mondiale sudafricano. Una partita leggera e senza tensione: 15mila poliziotti allo stadio. Avete presente il gol di Van Basten all’Urss a Euro ’88. Ecco, non c’andiamo molto lontano. (YouTube subito per placare i vostri istinti omicidi nei miei confronti). Il destro di Yahia fa volare l’Algeria al mondiale 2010 e schianta a terra Essam Kamal Tawfik El-Hadary.

Per il portiere simbolo dell’Egitto, a 36 anni, sembra la mazzata finale. Sembra. Ma senza mondiale, non smette. “A parte che giocherà oltre i cinquant’anni” vaticina il suo preparatore Ahmed Nagui. E poi c’è quella promessa fatta al padre in punto di morte: “So che sarai orgoglioso di me solo quando difenderò l’Egitto al campionato del mondo”. Sì, perché il padre lo voleva ingegnere. Al diavolo il calcio. Il bambino El-Hadary si è visto bruciare dal vecchio Haj la divisa da numero 1. Il ragazzo El-Hadary si è visto negare i soldi per andare all’allenamento in bus.

Ma le promesse sono cose da uomini. E l’eroe di un popolo, che ha sempre portato tra i guanti l’aquila di Saladino, che non ha pagato le sue simpatie per il regime di Mubarak durante la Primavera araba, in Russia ci sarà. A 45 anni, dovesse mettere piede in campo, sarà il più vecchio di sempre ad aver giocato un mondiale. Grazie anche anche Yahia, a Bobo Vieri e a un maledetto gol che gli ha fatto solo tardare la voglia di smettere.

Franco Piantanida