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Mondiali 2018, -41 giorni: "Insalata Russia" con Shoya Nakajima

Dalla metà campo in su sta bene come una sneakers con lo smoking

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Mancano 41 giorni al Mondiale di Russia 2018. Ogni volta, sempre la stessa storia: “Che palle, la prossima coppa del mondo sarà tra quattro anni”. Eccoci, neanche il tempo dirlo. Meno di due mesi. Siccome è da quando collezionavo le figurine di Valderrama (nel senso solo quelle di Valderrama, perchè volevo vedere quel testone ovunque) che volevo esserne parte attiva, e stavolta ci sarò, giorno e notte per regalarvi il mese del più bello della nostra vita, ho pensato di rompervi le scatole in anticipo.

Su PremiumSportHD.it, una al giorno, storie mondiali, quelle più banali, più incredibili, quelli che andranno, che lo vedranno al ciringuito di Formentera, quelli che vorrei, quelli che vorrei ma non (c’è) posto, nei 23. 2018, caratteri a storia. Non uno di più. 

Un giapponese a Portimao. Che di per sé fa già ridere così. Sembra una battuta di un film di Verdone: “Aah nonna, la pancetta nella carbonara c’azzecca come un giapponese a Portimao”. Eppure questo folle diario verso Russia 2018 ci porta in Algarve per parlare del nuovo fenomeno del calcio giapponese: Shoya Nakajima.

Ma in realtà è solo una scusa per parlare di Portimao avamposto del calcio giapponese. A caso. C’arriviamo. Prima cosa: col prefisso del cognome ha già mezza carriera assicurata. (Naka)ta, (Naka)mura, ora (Naka)jima. Dalla metà campo in su sta bene come una sneakers con lo smoking: cambio di passo, modernità, qualità per pochi intenditori. I gol tanti, invece. Ad oggi 9 gol in 27 partite di Primera Liga.

Destro, 23 sulla schiena e sponsor di un fast-food davanti. Gli avversari se li mangia. (E qui ridete, anche per finta, perché altrimenti iniziamo a raccontare solo storie di giocatori svedesi). Abilità nel far collassare la difesa su di lui, voto 10. Attira l’avversario, rapido come un maestro di sushi che prepara i nighiri, poi doppia scelta, dribbling o apertura di campo.

Soprattutto grazie a lui la Portimonense si salverà in carrozza (che gufata!). In nave invece, e qui veniamo al senso mundial di questa storia, i portoghesi furono i primi occidentali a sbarcare nel Sol Levante nel 1543, portando i loro archibugi a sconvolgere i mercati locali. I maledetti nanban-boeki “barbari meridionali”, vennero banditi dal Giappone un centinaio d’anni più tardi. E solo grazie alla Portimonense i rapporti tra i due paesi sono tornati civili. È una cazzata, ma vogliamo pensare sia così.

Non solo Nakajima, in rosa c’è anche il terzino Ryuki. Il primo fu Mu Kanazaki qualche anno fa, con Fabricio dos Santos Messias (intravisto anche nelle giovanili di Roma e Udinese) che da Portimao fa il viaggio opposto. Ora tocca a “jima”, esordio con gol in nazionale in amichevole col Mali, far fruttare il prefisso e volare in Russia. Non per trafficare archibugi che da quelle parti non è il caso.

Franco Piantanida