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Mondiali 2018, -4 giorni: "Insalata Russia" con Benjamin Pavard

Convocato mentre era a lezione, dopo solo 161' con la maglia della Francia

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Mancano 4 giorni al Mondiale di Russia 2018. Ogni volta, sempre la stessa storia: “Che palle, la prossima coppa del mondo sarà tra quattro anni”. Eccoci, neanche il tempo dirlo. Meno di due mesi. Siccome è da quando collezionavo le figurine di Valderrama (nel senso solo quelle di Valderrama, perchè volevo vedere quel testone ovunque) che volevo esserne parte attiva, e stavolta ci sarò, giorno e notte per regalarvi il mese del più bello della nostra vita, ho pensato di rompervi le scatole in anticipo.

Su PremiumSportHD.it, una al giorno, storie mondiali, quelle più banali, più incredibili, quelli che andranno, che lo vedranno al ciringuito di Formentera, quelli che vorrei, quelli che vorrei ma non (c’è) posto, nei 23. 2018, caratteri a storia. Non uno di più.

Prima di sedervi al vostro posto, spegnete i cellulari, lasciateli sulla cattedra, verranno custoditi in una scatola, li potrete riprendere solamente dopo la consegna della verifica. Visto che siamo in periodo d’esami (maturità, medie o università che sia), quante volte avete sentito questa frase? Poi c’è il galletto che se ne imbosca un altro nelle mutande e beffa tutti con supercazzola prematurata.

Non è il caso di Benjamin Pavard, difensore centrale francese, all’occorrenza, terzino dello Stoccarda: “Ero in classe per la lezione di tedesco, quindi non potevo usare il telefono e quando sono uscito ero inondato di notifiche: papà, mamma, amici, compagni di squadra, gente che non sentivo da anni, chiunque. Esplodeva lo schermo, ero terrorizzato, cosa sta succedendo?”. Ben, vai al Mondiale. “Non ci credevo, non sapevo cosa dire”.

Piange come un bambino, Benjamin, singhiozzi di felicità per dieci minuti. Prima della chiamata di Didier Deschamps, persa nel mare magnum dei complimenti, Pavard ha nelle gambe appena 161’ con la maglia della Francia. “Con l’infortunio di Sidibé, la scelta di Pavard è stata semplicemente logica: gioca in mezzo, non ha problemi ad adattarsi sulla fascia destra e m’impressiona per l’aggressività in marcatura e per la qualità di passaggio con entrambi i piedi”.

Le jeux sont fait.Il motto del ragazzo quasi-belga, nato a Maubeuge a 9 km dal confine, è piuttosto chiaro: “L’importante è difendersi. Dove, come, in che ruolo lo vediamo dopo”. Eppure nella vita Pavard è andato all’attacco a testa bassa. Al termine della prima stagione professionista con il Lilla, squadra che lo ha allevato dai nove anni, capisce di essere considerato come un astemio all’Oktoberfest. Non benissimo. Sceglie di partire dal basso per poi prendere lo shuttle: Stoccarda, seconda serie tedesca, promozione in Bundesliga, prima convocazione con i galletti, mondiale. Verso l’infinito e oltre. Monsieur Versatile, può riprendere il suo telefono. E già che c’è lo metta nella valigia per la Russia.

Franco Piantanida