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Mondiali 2018, -32 giorni: "Insalata Russia" con Benjamin Mendy

Il terzino francese è stato fermo 211 giorni per infortunio, durante i quali ha festeggiato il Superbowl vinto da Philadelphia a torso nudo con 20 gradi sotto zero: al City si è rivelato uomo spogliatoio

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Mancano 32 giorni al Mondiale di Russia 2018. Ogni volta, sempre la stessa storia: “Che palle, la prossima coppa del mondo sarà tra quattro anni”. Eccoci, neanche il tempo dirlo. Meno di due mesi. Siccome è da quando collezionavo le figurine di Valderrama (nel senso solo quelle di Valderrama, perchè volevo vedere quel testone ovunque) che volevo esserne parte attiva, e stavolta ci sarò, giorno e notte per regalarvi il mese del più bello della nostra vita, ho pensato di rompervi le scatole in anticipo.

Su PremiumSportHD.it, una al giorno, storie mondiali, quelle più banali, più incredibili, quelli che andranno, che lo vedranno al ciringuito di Formentera, quelli che vorrei, quelli che vorrei ma non (c’è) posto, nei 23. 2018, caratteri a storia. Non uno di più.

Quello che nell'ultima foto postata presenta la nuova fidanzata: il trofeo della Premier League. Quello che vuole andare a Lione a vedere la finale di Europa League del suo Marsiglia e scrive su Twitter a Jean-Michel Aulas, presidente del Lione (padrone di casa): "Mi regala due biglietti, vero?". Quello che sotto un abbraccio con l’amico Bernardo Silva scrive: "Ama più me del cibo e della sua ragazza". Quello che annuncia così il ritorno dall’infortunio dopo 211 giorni: "Tranquilli, non mollo il mio vero lavoro di social media manager di me stesso".

È quello che riprende con la GoPro la festa del Manchester City dopo la vittoria in Carabao Cup con l’Arsenal, con la stessa personalità di Luis Sal (dateci un occhio). Con Guardiola che lo ringrazia per il lavoro extra-campo. Poi prende la coppa e la fa accarezzare ai tifosi citizens a bordo campo. Quello che fa video-bombing durante le interviste dei compagni. Quello che durante le terapie per il ginocchio negli Usa, va a vedere il Superbowl, festeggia il trionfo dei Philadelphia Eagles a torso nudo, levandosi la maglietta in mezzo ai caroselli, a -20 sotto zero. Perchè uno squalo non ha mai freddo. Dice lui. Che ha soprannominato il City Shark Team: “Quando i piccoli pesci avversari girano attorno al grande squalo blue fanno una brutta fine”.

Quello che durante un’intervista post-partita di Kevin De Bruyne non si limita al paolinismo, ma lo bacia, lo coccola, addormentandosi sulla spalla del compagno. Quello che “ma chi diavolo ha portato i coriandoli in spogliatoio?”. Oh, c’era da festeggiare la vittoria nel derby a Old Trafford. Un coriandolo val bene un carnevale fuori calendario. Quello che va bene ridere e scherzare, ma quando il Times (non il Corriere dei piccoli influencer) lo scrittura come columnist, scrive un pezzo sulla miseria della tratta degli schiavi in Libia. Quello che, con un ginocchio spappolato poche settimane prima, lancia le stampelle, saltella sulla gamba sana per 50 secondi per festeggiare un gol del suo fratellino Sterling. Tutto questo è Benjamin Mendy, terzino francese di fascia social. Deschamps avvisato: Mendy non convocato, ct mezzo trollato.

Franco Piantanida