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Mondiali 2018, -14 giorni: "Insalata Russia" con Saevarsson

L'islandese che voleva volare è decollato col calcio: lo chiamano "lo sterilizzatore"

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Mancano 14 giorni al Mondiale di Russia 2018. Ogni volta, sempre la stessa storia: “Che palle, la prossima coppa del mondo sarà tra quattro anni”. Eccoci, neanche il tempo dirlo. Meno di due mesi. Siccome è da quando collezionavo le figurine di Valderrama (nel senso solo quelle di Valderrama, perchè volevo vedere quel testone ovunque) che volevo esserne parte attiva, e stavolta ci sarò, giorno e notte per regalarvi il mese del più bello della nostra vita, ho pensato di rompervi le scatole in anticipo.

Su PremiumSportHD.it, una al giorno, storie mondiali, quelle più banali, più incredibili, quelli che andranno, che lo vedranno al ciringuito di Formentera, quelli che vorrei, quelli che vorrei ma non (c’è) posto, nei 23. 2018, caratteri a storia. Non uno di più.

"Volevo fare il pilota / stare in alta quota / ma in questi anni di volo / non voglio stare da solo". Ciao Ghali, piacere Birkir Mar Saevarsson, ragazzo islandese che non sapeva dove sbattere la testa. Uno che ha imparato a volare, a fare il pilota, a stare in alta quota a 17 anni ancora prima di prendere la patente della macchina. Senza però mai riusciare a concentrarsi sulla carriera areonautica perchè in questi anni di volo non voleva stare da solo.

Vuoi mettere lo spogliatoio, il campo, la partita? Peccato che farsi accettare nella prima squadra del Valur, i colori del suo cuore, sembrava impossibile. Rimbalzato più volte: "Stavo per lasciare il calcio. Solo che il pensiero di diventare professionista mi toglieva concentrazione durante i voli. Una situazione terribile". A 19 Birkir Mar decolla. In campo. Il Valur lo chiama: esordio in prima squadra, campione d’Islanda e prima convocazione in nazionale nel 2007.

Vicino al circolo polare artico ci scherzano su, lo chiamano "lo sterilizzatore" (chiedere a Cristiano Ronaldo e Sterling neutralizzati nell’estate francese 2016) e la "lavatrice": palla o gamba, basta pulire. Volo in altissima quota. Quello che riprenderà a fine carriera. Quello che poi prende per mettere il naso ghiacciato fuori da Reykjavik.

Non che la sua carriera abbia preso una piega mediterranea: sei anni al Brann in Norvegia, due in Svezia all’Hammarby prima del ritorno a casa neanche un mesetto fa. Sei partite con il Valur per temprare muscoli, testa e cuore per il primo Mondiale della storia islandese. Birkir Mar è una colonna della più piccola nazionale per popolazione mai qualificata alla fase finale. Terzino destro. "Il più scarso di Euro 2016" scriveva l’Indipendent alla vigilia degli ottavi di finale. Risultato finale: Islanda-Inghilterra 2-1, Saevarsson vicinissimo al 3-1 con un sinistro all’incrocio e titoloni a nove colonne boomerang in faccia a Hart e compagni. "Ti deridono, poi ti escludono, poi ti fanno gli sgambetti / perdono, poi ti applaudono e ti chiedono mille selfie". Altro assist di Ghali, gol di Saevarsson, il terzino-pilota.

Franco Piantanida