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Mondiali 2018, -13 giorni: "Insalata Russia" con Ikeme

Il portiere nigeriano ha la leucemia e il c.t. lo ha convocato come 24esimo: "Sarà il nostro uomo in più"

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Mancano 13 giorni al Mondiale di Russia 2018. Ogni volta, sempre la stessa storia: “Che palle, la prossima coppa del mondo sarà tra quattro anni”. Eccoci, neanche il tempo dirlo. Meno di due mesi. Siccome è da quando collezionavo le figurine di Valderrama (nel senso solo quelle di Valderrama, perchè volevo vedere quel testone ovunque) che volevo esserne parte attiva, e stavolta ci sarò, giorno e notte per regalarvi il mese del più bello della nostra vita, ho pensato di rompervi le scatole in anticipo.

Su PremiumSportHD.it, una al giorno, storie mondiali, quelle più banali, più incredibili, quelli che andranno, che lo vedranno al ciringuito di Formentera, quelli che vorrei, quelli che vorrei ma non (c’è) posto, nei 23. 2018, caratteri a storia. Non uno di più.

Carl Onora Ikeme ha la leucemia. Ma questa non è una storia triste. Carl Onora Ikeme andrà in Russia. Questa è una storia felice. Ormai lo sanno anche i pali e le traverse dei dodici stadi che ospiteranno il mondiale: la Nike (non è una pubblicità ma menzione al merito) ha ricevuto tre milioni (m-i-l-i-o-n-i) di pre-ordini per la maglietta ufficiale della competizione in vendita da oggi (venerdì 1 giugno). Per dire, nel 2016 il Manchester United ha messo a bilancio 150 mila kit in meno. Delirio, meraviglia.

Se le prime 23 maglie verdi andranno sulle ali, ops spalle, delle Super Aquile, la 24a è stata prenotata, stampata e consegnata nelle mani di Carl Onora Ikeme. Che andrà al Mondiale, se, quando, come vorrà, come primo fuori lista del c.t. nigeriano Gernot Rohr: “Il nostro uomo in più. Come se fosse con noi tutti i giorni, dalla colazione al campo”. Ci sarà. Forse con le sue forze, con le sue gambe, con lo spirito leggero di quello che "datemi i guantoni che me li incollo qui il mancino di Messi e il liftato di Modric". Forse solo con il pensiero di uno "che è grato dell’amore e dell’affetto che riceve quotidianamente, sui social e non, dal popolo nigeriano".

Carl non è da solo. Ogni singolo componente del Wolverhampton gli ha dedicato la promozione in Premier League qualche settimana fa. La Nigeria è con lui. Siamo con lui. Figlio di madre inglese e padre nigeriano, nato a Sutton Coldfield, cintura di Birmingham, allevato e svezzato nella cantera dei Wolves, ha girato mezza Inghilterra prima di trovare pace in casa. Prima che una guerra di cellule gli sporcasse il sangue il 6 luglio 2017. Quasi un anno tra i pali di una porta che non avrebbe mai voluto difendere.

"Per la sua dedizione, gli verrà consegnato il premio qualificazione al mondiale". Titolare una sola volta nella strada verso la Russia, nella decisiva vittoria in Zambia. Rispetto. "In nazionale cantiamo e balliamo sul pullman prima della partita. Mica come in Inghilterra. Quella è appartenenza". Quella che sentirà da lontano tra qualche giorno. Con una maglia, un sorriso in più e tre milioni di amici in più.

Franco Piantanida