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Mondiali 2018, -10 giorni: "Insalata Russia" con Ian Smith

Una signora lo vide giocare e consigliò al padre di portarlo a scuola calcio: ora farà il Mondiale con la Costa Rica, arrivando dalla fredda Svezia

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Mancano 10 giorni al Mondiale di Russia 2018. Ogni volta, sempre la stessa storia: “Che palle, la prossima coppa del mondo sarà tra quattro anni”. Eccoci, neanche il tempo dirlo. Meno di due mesi. Siccome è da quando collezionavo le figurine di Valderrama (nel senso solo quelle di Valderrama, perchè volevo vedere quel testone ovunque) che volevo esserne parte attiva, e stavolta ci sarò, giorno e notte per regalarvi il mese del più bello della nostra vita, ho pensato di rompervi le scatole in anticipo.

Su PremiumSportHD.it, una al giorno, storie mondiali, quelle più banali, più incredibili, quelli che andranno, che lo vedranno al ciringuito di Formentera, quelli che vorrei, quelli che vorrei ma non (c’è) posto, nei 23. 2018, caratteri a storia. Non uno di più.

Barry White a palla, Love’s Theme, Maria De Filippi dirige l’orchestra. Ci sarebbe un postino da mandare a Guapiles, Costa Rica, nel cuore cuore della foresta ai piedi della Cordigliera di Talamanca. Ok, non esattamente dietro il tabacchino di Porta Romana a Milano, però l’impresa è ai limiti delle possibilità umane di Maria, Raffaella ‘carramba’ Carrà, Poirot e la Pantera Rosa messi assieme.

Bisogna cercare una signora. Ma vaffan… Buoni, buoni. E’ l’unica indicazione che abbiamo. Intanto, la metà maschile mondiale non rientra nei nostri piani. Restringiamo: una signora costaricana con spiccate sensibilità calcistiche in termini di riconoscibilità del talento a prima vista residente a Guapiles, poco più di trentamila abitanti. Per info contattare Ian Smith.

"Un pomeriggio, avevo sette anni stavo giocando per strada con gli amici e quando passò mio padre per tornare a casa, una signora lo fermò e gli suggerì di portarmi alla scuola calcio del Santos de Guapiles”. Tutto iniziò così. Per caso. Il resto è storia. In 15 anni dalle porte sul marciapiede a quelle del mondiale. Porte apertissime. Nonostante il chico classe ’98 abbia solo quindici minuti nelle gambe con la camiseta della Sele.

Il c.t. Oscar Ramirez c’ha visto lungo, quasi come quella signora: “Mi servono giocatori come Ian sia da forgiare in prospettiva Qatar 2022 sia per dare freschezza in alcuni reparti negli ultimi venti minuti delle partite". Il reparto in questione è la difesa, fascia sinistra, dove Ian fa valere una gamba svelta, leggera e fresca come le giornate a Norrköping, da qualche mese la sua nuova casa.

Un costaricano in Svezia, classica storia mondiale di una traiettoria sportiva che solo il calcio sa regalare con i suoi tiri ad effetto. "E mi trovo benissimo, sono già stato all’Hammarby nel 2016 in prova, non sento nostalgia di casa, sono qui per imparare metodi diversi dai nostri che possono solo farmi crescere". Kottbullar (polpette) batte Gallo Pinto (riso e fagioli) due a zero. Ian, c’è un mondiale (e forse posta) per te.

Franco Piantanida