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Piazza San Carlo, aperta un'inchiesta per procurato allarme

La Questura cerca testimoni: due ragazzi sono stati denunciati, avrebbero ammesso di aver creato il panico

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Sono 1527 le persone “soccorse e medicalizzate” tra gli ospedali di Torino e dintorni dopo il cedimento di una transenna provocato dalla folla presa dal panico e dalla psicosi da attentato terroristico in piazza San Carlo a Torino durante la proiezione su maxi-schermo della finale tra Juventus e Real Madrid. A preoccupare maggiormente sono le condizioni di Kelvin, il bimbo di 7 anni rimasto schiacciato nella calca che ha riportato un trauma cranico e un trauma toracico e resta in prognosi riservata.

Una notte di vera e propria follia che è già rovente sul fronte politico. La procura ha avviato un’indagine per far luce sulle cause e sulle responsabilità di quanto accaduto, ipotizzando il procurato allarme. Il caso viene seguito con attenzione anche dal presidente del Consiglio Paolo Gentiloni che oggi ha chiamato la sindaca di Torino Chiara Appendino e il ministro dell’Interno Marco Minniti. Forse qualcuno ha gridato "Bomba, bomba"? O a scatenare il panico è stato solo il rumore provocato dalla griglia che ha ceduto sulla rampa delle scale? Secondo indiscrezioni, due tifosi della Juventus sarebbero stati sentiti per tutta la notte in Questura e sarebbero stati denunciati dopo aver ammesso la "bravata".

La Questura cerca informazioni e con questo intento ha messo a disposizione due indirizzi mail: ufficiostampa.questura.to@poliziadistato.it e digos.quest.to@pecps.poliziadistato.it. Intanto tra i tifosi juventini fa molto discutere anche la gestione della piazza. In molti sui social network hanno fatto notare la scarsità di vie di fuga e la massiccia presenza di bottiglie di vetro, vendute dagli ambulanti: vetri che gettati a terra hanno ferito molti dei tifosi sommersi dalla calca.