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Champions, retromarcia Uefa: Var dagli ottavi in poi?

Dopo i clamorosi errori nelle semifinali adesso la Uefa potrebbe accelerare

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Il dibattito è accesissimo, soprattutto dopo i clamorosi errori che hanno decretato le eliminazioni di Bayern e Roma. "Il calcio italiano alzi la voce" ha chiesto Monchi dopo la partita dell'Olimpico e proprio l'Italia, con la Juventus in testa, è in prima fila per spingere la Uefa ad accelerare l'introduzione della Var in Champions League.

Finora la Uefa ha sempre fatto muro. Il presidente Ceferin è "spaventato" dalla difformità di preparazione degli arbitri europei dato che, al momento, la tecnologia in campo è utilizzata solo in Italia, Germania, Portogallo, Polonia e Olanda (presto arriverà anche in Francia, Spagna e forse Inghilterra) e dunque gli altri arbitri andrebbero formati, con il rischio di aggiungere errori a errori.

La Var, però, sarà comunque utilizzata a Russia 2018 ed è chiaro che un eventuale successo potrebbe accelerare il processo di introduzione anche in Champions. Questo almeno è quello che sostiene la Gazzetta dello Sport, secondo cui ad oggi l'ipotesi più probabile è quella di una sperimentazione offline a partire dalla prossima stagione che porterebbe all'utilizzo della Var dal 2019/20.

Sempre secondo il quotidiano milanese i vertici della Uefa starebbero pensando anche a una sorta di compromesso: nella prossima stagione Var offline durante i gironi e attiva a partire dalle gare a eliminazione diretta, dove solitamente restano squadre delle prime 7/8 federazioni del ranking europeo.