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Bruno diede l'amante in pasto ai cani: ora torna a giocare

L'ex portiere del Flamengo ingaggiato da una squadra di serie B brasiliana: "Dio mi ha aperto le porte"

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"Sono felice per l'opportunità che mi è stata data, per la quale mi stavo preparando da tempo. Tanta gente fugge da me per quanto è successo in passato, ma mi è stata concessa una chance e Dio mi ha aperto le sue porte". Per la prima volta da quando è stato scarcerato parla Bruno, l'ex portiere del Flamengo condannato a 22 anni e 3 mesi per aver commissionato l'assassinio dell'amante Elizia Samudio e successivamente scarcerato in attesa della sentenza definitiva. 

Dopo aver già scontato 6 anni di reclusione, Bruno è uscito per disposizione del ministro Marco Aurelio Mello ed è stato ingaggiato dal Boa Esporte, squadra 'mineira' di serie B, decisione che ha suscitato un'ondata di indignazione e proteste in tutto il Brasile. "Se mi sento degno di tornare a giocare? Non rispondo - ha detto Bruno -. Se mi ritengo un esempio per un figlio portato allo stadio dal padre? Anche qui non rispondo. So solo che tante volte ho pensato che non avrei mai più giocato, e mi sarei lasciato andare. Invece sono qui,e sono certo che sia dipeso da Dio".

Secondo quanto rivelato dal cugino di Bruno, uno dei complici dell'omicidio poi a sua volta ammazzato, l'ex amante del giocatore era stata rapita, strangolata, fatta a pezzi e gettata in pasto ai rottweiler, per far sparire ogni traccia.