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Serie A, il grande calcio rimane su Premium Sport

Il meglio del campionato e tutta la Champions sui nostri canali anche nella prossima stagione

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Partiamo dalla notizia più importante: nella prossima stagione del calcio italiano, quella che scatta il 20 agosto 2017, non cambia niente e il meglio della serie A e tutta la Champions League rimarrà su Premium Sport. I nostri abbonati, come successo fino a oggi, vedranno tutte le partite di Juventus, Roma, Napoli, Lazio, Milan, Inter, Fiorentina e Genoa con le riprese esclusive nel tunnel e negli spogliatoi e le interviste con i protagonisti a bordo campo prima di tutti. Stesso discorso per tutti i match della competizione europea per club più importante, con Juve e Roma ai gironi e Napoli in attesa di disputarne i playoff.

E allora cos'è successo con l'assegnazione dei diritti tv? Il bando proposto dalla Lega Calcio, nel quale Mediaset ha deciso di non presentare offerte, riguarda le partite del trienno 2018/19, 2019/20 e 2020/21, quindi i match da settembre 2018 a maggio 2021. La scelta della Lega, con la formulazione di pacchetti di composizione diversa rispetto all'asta precedente, è stata quella di squilibrare l'offerta con il rischio di favorire un unico acquirente (con lo spettro del monopolio e contro i dettami della Legge Melandri sulla competitività) visto che sembra invitare all'acquisto di minimo due pacchetti (sia il pacchetto D, di cui parliamo dopo, sia di un altro con Juventus, Napoli Milan e Inter) per avere la totalità delle gare del campionato, alzando una barriera all'ingresso che taglia fuori molte emittenti.

In particolare, il pacchetto D prevedeva la possibilità di acquisire i diritti tv esclusivi di tutte le partite di squadre dal grande bacino di tifosi (presenti, tra le altre, Roma, Lazio, Fiorentina, Genoa e Bologna) sia per il digitale terrestre che per la piattaforma satellitare ma anche per internet e le app per smartphone. Chi si aggiudicherà il pacchetto D, in pratica, avrà l'esclusiva su ogni piattaforma delle partite di quelle squadre, costringendo chi oggi ha un abbonamento con un operatore diverso a fare un abbonamento aggiuntivo o a cambiare operatore (con costi economici tutti da rilevare) sfavorendo gli utenti.