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Milan, Gattuso: "Non è un caso che corriamo meno di tutti"

Il tecnico: "La condizione fisica non si migliora in 8 giorni, ma stiamo facendo carichi di lavoro importanti. Voglio vedere una squadra che sappia soffrire"

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Non conta niente. O forse conta molto. Rijeka-Milan non sarà la partita della vita per i rossoneri, già certi della qualificazione ai sedicesimi di Europa League e del primo posto, eppure Rino Gattuso deve trovare il modo per motivare la sua squadra dopo il pari di Benevento

"Per noi è importante. Per la classifica non conta nulla, ma a livello mentale ci serve come il pane un risultato importante - spiega il tecnico rossonero -. Viene data la possibilità a chi giocato meno di giocare e voglio vedere dei giocatori che mi dimostrino voglia e che mi mettano in difficoltà. Giocando in Europa con la maglia del Milan bisogna sempre avere rispetto e impegnarsi fino alla fine. Quelli che sono rimasti a casa devono recuperare, ho preferito lasciarli a riposo perchè abbiamo fatto un lavoro importante sia ieri che oggi. La scelta è motivata così".

A questo si lega anche il tema della condizione fisica: "Sono 8 giorni che lavoro con questa squadra e in 8 giorni non si può migliorare la condizione fisica. Non è un caso che il Milan corra meno di tutti in Serie A, dopo il Torino. Stiamo facendo dei carichi di lavoro importanti. Ed è per questo che ci stiamo lavorando. Non è un alibi, ma dobbiamo andare piano piano. Non possiamo caricare troppo, perché si rischia che si facciano male i giocatori. I ragazzi mi stanno dando una grandissima mano e ci stanno mettendo grandissima voglia"

"Dai giocatori - chiude Gattuso - mi aspetto di vedere una squadra che sappia soffrire, che abbia voglia. L'età media di questa squadra è 21 anni, però voglio vedere il senso di appartenenza e che, nei momenti di difficoltà, non diamo la sensazione di aver paura di vincere. Voglio una squadra che sia consapevole di essere forte, anche se dobbiamo migliorare tanto".