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Madre e sorellina uccise, fermato ex giocatore del Parma

Solomon Nyantakyi, 21 anni, sospettato del duplice omicidio. Donadoni sgomento: "Perché?"

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Sognava di diventare un campione di calcio Solomon Nyantakyi, è sprofondato in un tunnel che lo ha reso orfano e lo porterà a trascorrere gran parte della sua vita in carcere. Il giovane di 21 anni che militò nelle giovanili del Parma fermato dalla polizia ha confessato di avere ucciso martedì sera la mamma Nfum Patience di 45 anni e la sorellina Magdalene di 11 anni nell'appartamento in cui abitavano vicino alla stazione di Parma.

Solomon Nyantakyi è stato rintracciato grazie alle immagini del sistema di videosorveglianza della stazione di Parma. La Polfer della città emiliana lo ha riconosciuto nelle immagini mentre saliva sul treno per Milano ed ha immediatamente trasmesso il fotogramma ai colleghi delle altre stazioni interessate dal tragitto del treno. Arrivato nel capoluogo lombardo Solomon è così stato subito identificato e fermato. Lì, ha confessato.

"Il calcio per me significa molto, è l'unica cosa che so fare -,spiegava il ragazzo in una vecchia intervista su Youtube - A scuola vado malissimo. Sono nato in Ghana, ad Accra. A 8 anni mi sono trasferito qua con la mia famiglia, però mio padre abitava già qua, quindi son venuto in Italia con mia madre e mio fratello. Dopo ho avuto una sorellina". 

"Ricordo Solomon, si allenava con noi del Parma e lo portai in panchina più di una volta - ha detto Roberto Donadoni all'Ansa -. Non è facile inquadrare il carattere di un giovane calciatore in una squadra di A, ma ricordo che era un ragazzo tranquillo, anzi direi taciturno. E se davvero è stato lui, è difficile capire cosa possa essere passato per la sua testa: come si può arrivare a un gesto simile, cosa ti passa per la testa. Veniva dalle giovanili del Parma, era un centrocampista, poi quando la società è fallita non so che percorsi abbia preso (la sua ultima squadra è stata l'Imolese, n.d.r.). La prima domanda che mi viene è: perché? In condizioni mentali normali un gesto del genere è inconcepibile, alla base ci può essere solo un raptus di follia".

"Sono senza parole - ha aggiunto Cristiano Lucarelli - Solomon era un ragazzo pacifico e molto taciturno, non avrebbe mai fatto male a una mosca. Ma ha sofferto di depressione. In un anno, lo sentii parlare due volte, sapevo dei suoi problemi, e l'ho chiamato in Lega Pro al Cuiopelli un anno fa. Ma dopo quindici giorni di ritiro è voluto andare via, gli mancava la famiglia".