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Sharapova: "Serena Williams mi odia, mi definì piccola str..."

Masha racconta la rivalità con la statunitense: "La feci piangere per averla battuta nella finale di Wimbledon"

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Rivelare particolari piccanti è il segreto delle autobiografie. Maria Sharapova non si sottrae alla regole e nel suo libro: "Inarrestabile - La mia vita fino ad oggi" racconta la rivalità con Serena Williams, a dire il vero molto sentita dalla tennista russa e pochissimo da quella statunitense, non foss'altro perché il 19-2 nei confronti diretti, oltre al numero di trofei vinti dall'americana, la dice lunga sulla differenza tra le due.

"Serena e Venus vennero in Florida per una sessione di allenamento e tutte le mie compagne andarono ad ammirarle - spiega la Sharapova -. Io invece non avrei mai messo me stessa in una posizione di adorazione, non volevo certo passare come una loro fan. La vidi di persona tre anni dopo ad una conferenza. Volevo alzarmi ma il mio corpo era come bloccato sulla sedia. La fissavo tra la folla e il mio pensiero fisso era di batterla prima o poi. Guardandola in tv non ci si rende conto della sua presenza fisica e della sua forza psicologica. Ha gambe e braccia enormi, una personalità che fa paura: accanto a lei mi sento sempre una bambina secca"

Sharapova riuscì a battere Serena alla prima occasione: finale di Wimbledon 2002. "Ricordo benissimo che mi sorrise e mi disse che ero stata brava, ma dentro di sé era furiosa perché le avevo portato via uno Slam che credeva già suo. Ma nello spogliatoio lei era in lacrime, stava singhiozzando. Io mi cambiai i vestiti e uscii velocemente ma lei si accorse che l'avevo sentita piangere e credo che questo sia la ragione per cui mi odia: quella bambina secca l'aveva sconfitta contro ogni pronostico. Così ha detto a un'amica che non avrebbe più perso contro quella piccola stronzetta. Avremmo potuto essere amiche, abbiamo le stesse passioni. Magari un giorno, a carriera chiusa, metteremo da parte ciò che è stato".