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Sci, Sofia Goggia: "Mi davano per finita, io ero sicura di me"

La campionessa italiana si racconta a Premium: "Io, i libri, il mio cane e le goggiate"

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La nuova speranza dello sci azzurro si chiama Sofia Goggia, 24enne bergamasca terza nella classifica di Coppa del Mondo del 2016-17. Ospite a Premium Sport, ha parlato della sua fantastica stagione, degli obiettivi futuri e anche un po' di sé.

"Ho fatto 9 podi, la medaglia ai Mondiali e poi è arrivata questa benedetta vittoria - dice riguardando le immagini del doppio trionfo in discesa e in SuperG a Jeongseon -. Sono dovuta arrivare in Corea dove non c'era nessuno per vincere in tranquillità. Aver vinto sulla pista delle Olimpiadi sarà un tormentone, ma non per me: io mi alzo comunque tutte le mattine per fare il meglio".

"Io sempre tranquilla? Durante l'inverno ho fatto così tante gare e ho avuto ritmi così incalzanti che non ho avuto il tempo di realizzare, sapevo solo che mi aspettava sempre il cancelletto. Mi sono concentrata su me stessa. Prima di questa stagione ho lavorato sulla consapevolezza: era arrivato il momento di ottenere quello per cui avevo sempre lavorato. Ci sono stati fattori dalla mia parte quest'anno, perciò sono arrivata pronta. Le ho azzeccate tutte fino alla trasferta americana, poi ho sbagliato due gare e mi davano per finita. Io ho cercato di stare tranquilla".

"La goggiata delle goggiate? Durante la libera dei Mondiali, sulla parabolica ho incrociato gli sci e sono rimasta in piedi. E poi a Semmering, sono arrivata lunghissima nel finale, ero prima, ma ho saltato l'ultima porta: ero imbarazzatissima, una goggiata eclatante. Leggo tanto, mi è piaciuto un libro di poesie di Blake, Il matrimonio del paradiso e dell'inferno". 

"Uso i social moderatamente, non posto se sono ispirata. Il cane? Belle è il mio pastorino australiano, le uniche volte che c'era sono riuscita a salire sul podio e lei con me tanto che gli organizzatori mi hanno ripreso. Bergamo è un gioiellino che vive nell'ombra di Milano ed è molto vicina alle piste da sci: sono una cittadina, ma sono vicina alle montagne. La prima volta sugli sci non me la ricordo, ma da lì è scoccata la scintilla. Vincere la Coppa del Mondo? Speriamo..."